Pagine: 427
Edizione: PIEMME
Titolo originale: Black rabbit summer
TRAMA
E' un'estate torrida e Pete ha già passato diverse settimane senza fare altro che ciondolare per casa. Fino a quando una telefonata gli cambia la vita per sempre. E' Nicole, gli chiede di vedersi. Presto si separeranno, ognuno per la propria strada e sarebbe bello incontrarsi un'ultima volta con il gruppo dei vecchi amici, solo loro quattro: Pete, Nicole, Eric e Pauly. Pete le chiede di Raymond, anche lui è un vecchio amico, fa parte del gruppo. E' vero, è un tipo strano, sembra vivere in un mondo tutto suo al cui centro c'è un coniglio nero; ma Pete gli è molto legato e vuole che sia con loro. Quella notte, però, quando si trovano al luna park, Raymond scompare. E anche Stella Ross, una ragazza del loro liceo diventata famosa. Tutti pensano che i due eventi siano collegati, che Raymond lo strano sia il colpevole. Pete vuole dimostrare a ogni costo che si sbagliano, ma presto segreti, rancori e vecchie gelosia metteranno gli amici uno contro l'altro.
RECENSIONE
L'estate del coniglio nero mi ronza attorno da un anno e mezzo. Non vedevo l'ora di leggerlo, questo libro dai commenti positivissimi, dal titolo e dalla copertina un po' alla Donnie Darko; inoltre, l'imminente evento dello scrittore al festival Mare di Libri ha stabilito un ultimatum.L'estate del coniglio nero è un'estate torrida, soffocante a causa di una cappa di calore talmente opprimente da essere quasi visibile e palpabile; un'estate come quella che bussa alle porte della mia città, suscitando dentro di me un sentimento di solidarietà nei confronti del protagonista.
La cosa che mi ha colpito di più, dopo poche pagine, è stato lo stile spigliato e scorrevole che non lascia niente al caso, anzi talvolta segue uno sciame di pensieri, voci dentro la testa e aggiunge dettagli solo di bellezza; cura le ambientazioni, approfondisce gli eventi passati e ogni volta che compare un personaggio di una certa rilevanza ne dipinge il ritratto e ne illustra i comportamenti, in modo da farcelo diventare familiare, come fosse un vecchio amico che incontriamo dopo tanti anni. E' come se lo scrittore si fosse strutturato un discorso da leggere ad un pubblico speciale, prestandoci molta attenzione e curandone la musicalità, la teatralità, mitigando momenti di particolare profondità e introspezione del protagonista, che verrebbero accolti dalla platea con un irreale silenzio, ad altri di azione, movimento e ansie che avrebbero generato brusii e commenti concitati.
Sono pochi gli scrittori di young-adult che si meritano veramente questo titolo, che sanno scrivere sul serio di adolescenti, restando coi piedi per terra, creando storie che sembrano impossibili e allo stesso tempo terribilmente realistiche e penso che questo autore ci sia riuscito abbastanza bene. Questo libro è come una macabra casa abbandonata: dietro le pareti di una narrazione stilisticamente bella, si nasconde un ambiente sgradevole, violento e degradato che sembra tutt'altro che adatto a racchiudere una cerchia di adolescenti riuniti per far festa; i mobili nelle stanze celano porte che conducono a ripostigli pieni di segreti che puzzano di marcio. Su ogni uscio un'etichetta: la criminilità di un quartiere fatiscente, le maschere per celare sensibilità e debolezze, la voglia di imporsi e la prepotenza di chi non è in pace con sè stesso, la vergogna e la paura causata da una relazione omosessuale che deve rimanere segreta, l'uso della droga per sfuggire alla realtà, la discriminazione nei confronti di Raymond, il diverso, lo strano. Ma forse, di questo ragazzo così stupido, così anormale hanno tutti solamente un grosso timore, perchè Ray rappresenta tutto ciò che gli altri hanno perduto: è un bambino racchiuso in un corpo da adolescente che ha mantenuto l'innocenza e soprattutto l'amore puro e sincero verso il suo coniglio nero, che viene descritto come un animaletto insignificante, ma pur sempre degno di affetto e cure. Cresciuto da genitori menefreghisti e disinteressati, si crea un mondo a sè in cui il coniglio diventa una coscienza, o una voce paterna che lo ammonisce, gli intima di prestare attenzione, gli dice semplicemente "Ciao" o "Grazie", parole così piccole, ma importanti, che non si è mai sentito rivolgere da nessun altro, se non da Pete, l'unico che gli si dimostra sinceramente amico.
Questo romanzo "arriva" al lettore tramite tutta la concitazione classica del genere mistery, tra interrogatori e ricerche di indizi; ci parla in modo diretto, in prima persona, chiedendoci: "avete presente quando...?" "non vi è mai successo...?" e ci trasporta proprio all'interno dei fatti, ma nonostante tutti questi aspetti molto positivi e da lode, c'era qualcosa che, quando ho girato l'ultima pagina, mi è mancato. Forse per il fatto che uno dei due misteri intrecciati non venga risolto, o forse per qualche particolarità assente. E' una lettura molto piacevole che apre gli occhi su fatti che, purtroppo, avvengono veramente nel mondo dei giovani, anche se ci sembrano così distanti e non appartenenti alla nostra vita; nonostante ciò penso che non abbia avuto quel pizzico in più che lo farebbe spiccare tra i tanti racconti gialli per adolescenti. E' un libro che definirei carino, ben fatto, ben scritto, ma non stupefacente.VOTO: 7,5

















