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lunedì 22 luglio 2013

Debito di sangue - Michael Connelly

Debito di sangue - Michael Connelly
Pagine: 427
Edizione: Piemme pocket
Titolo originale: Blood work 


TRAMA
Terry McCaleb, quarantasei anni, ex agente dell'FBI, si sta riprendendo dal trapianto cardiaco che ha interrotto la sua carriera. Conduce una vita tranquilla e ha un solo desiderio: risistemare la sua barca, attraccata nel porto di Los Angeles, per tornare al suo paese, l'isola di Catalina. Ma le acqua tranquille della sua esistenza si fanno improvvisamente tempestose quando una giovane donna lo coinvolge in un misterioso caso di omicidio. E' un killer astuto e spietato quello a cui deve dare la caccia, un killer che gli sfugge come un'ombra...


RECENSIONE
Michael Connelly è l'autore preferito di mia madre, quindi posso trovare in casa qualsiasi libro suo. Dopo aver letto Utente Sconosciuto (fantastico!), ho visto il trailer del film con Clint Eastwood tratto da questo thriller. Ma ovviamente, non potevo vederlo senza prima aver letto il romanzo da cui è tratto.
"Sto cercando il dettaglio rivelatore. Quando ero bambino c'era un gioco. Non ricordo come si chiamava, ma può darsi che i bambini lo giochino ancora. C'era un tubo di plastica trasparente che si metteva verticale, e tutt'intorno al suo centro c'erano tanti buchi dove venivano infilate delle cannucce. Si mettevano delle biglie dentro il tubo in modo che restassero sollevate sopra le cannucce. Lo scopo del gioco era di estrarre una cannuccia senza far cadere nessuna biglia. E sembrava esserci sempre una cannuccia che quando veniva estratta faceva cadere tutte quante le biglie, a valanga. E' questo che sto cercando."
Questa frase riassume in sè tutto il libro.
Nei thriller, la narrazione è quasi sempre basata solo sui fatti: le indagini, i colpi di scena. Connelly tiene molto a questo, infatti nella frase parla della ricerca del minimo dettaglio che fa esplodere la bomba; ma ha una maniera di scrivere molto accurata anche in altri ambiti.  
Innanzitutto, usa ripetutamente immagini e paragoni come quelli del gioco delle cannucce; aggiunge digressioni in cui scrive i nomi delle strade e delle vie che McCaleb percorre in macchina, con il suo amico che gli fa d'autista e che suona la fisarmonica. 
Ma delle ambientazioni mi ha colpito soprattutto la barca su cui vive il protagonista. 
Si chiama The Following Sea, "il mare seguente". E' il nome di un'alta onda, che arriva alle spalle dei surfisti e rischia di travolgerli ogni volta; è un monito per dire "guardati alle spalle". Il porto in cui è approdata, l'ho immaginato sempre in ombra, cupo e inquietante. Ma il fatto essenziale è fornito dall'insicurezza dell'imbarcazione: è priva di mura, o porte blindate come potrebbe essere una villetta, e basta un po' di agilità per salirvi a bordo. Ottima per essere violata.
Un altro aspetto su cui l'autore è il campione indiscusso, è l'introspezione dei personaggi principali. Forse, tralascia un po' troppo quelli secondari, ma esamina in maniera affascinante la mente dei due avversari: il cacciatore e la preda, l'agente e il killer.
Entrambi sono terribilmente brillanti, astuti, osservatori attenti e questo tende a far cambiare i ruoli per tutto il libro: chi indaga diventa perseguitato, perchè l'assassino è sfuggente e irreperibile. Anche se non conosciamo la sua identità, ne rimaniamo affascinati. Non lascia impronte, o piste da seguire, ma lascia frasi o si fa filmare mentre fa azioni studiate che, già sa, faranno impazzire chi lo sta cercando. Sembra essere più furbo di tutto gli altri, quasi onnisciente.
Unico aspetto, però, che lo sottrae dall'essere quasi perfetto come Utente Sconosciuto è la scorrevolezza che ogni tanto è intralciata. Alcuni brevi capitoli o paragrafi sono dedicati ad una relazione d'amore. Non è sdolcinata e non ha difetti a livello di inventiva dell'autore, ma a volte la lettura maniacale direttamente proporzionale alla parola "thriller" si blocca, come messa in pausa. 
Proseguendo, in ogni caso, si scopre che è stata inserita per un motivo preciso e verrà sfruttata più volte per dar spazio a situazioni intriganti dell'indagine; si rivelerà un aiuto e un ostacolo allo stesso tempo.
Nonostante questo difetto, quindi, è un bel thriller e non mi ha fatto passare la voglia di leggere tanti altri libri di questo mostro d'intelligenza che è Michael Connelly.


VOTO: 8

domenica 14 luglio 2013

La cavalcata dei morti - Fred Vargas

La cavalcata dei morti - Fred Vargas
Pagine: 339
Edizione: Einaudi
Titolo originale: L'armée furieuse


TRAMA
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di Banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio che sembra scaturire dal Medioevo. C'è un cadavere sul sentiero dove da mille anni i prescelti vedono passare la Schiera Furiosa. Ovvero la cavalcata dei morti, che trascinano con sè anche i vivi condannati a morire per i loro peccati. La giovane, luminosa Lina ha visto la Schiera. E' solo una visionaria, o le foreste normanne celano segreti più spaventosi di un'antica, cupa credenza?


RECENSIONE
Anche se un amico, tempo fa, mi aveva consigliato un suo libro, non avevo mai letto nulla di Fred Vargas. Ma quando, in una lista di ebook, ho visto il titolo "La Cavalcata dei Morti" mi ispirava molto e l'ho scaricato.
Già da principio mi ha colpito per l'originalità delle situazioni e dei personaggi anche secondari.
Innanzitutto l'idea di base è ottima, perché ciò su cui indaga Adamsberg non è un delitto normale, bensì un caso in cui il paranormale, la leggenda, si confonde con la cruda realtà: una serie di delitti compiuti dalla Schiera Furiosa, la Cavalcata dei Morti. 
E' una leggenda che ristagna a Ordebec dal Medioevo e che vede il Sire Hellequin a capo di un esercito di morti, che "ghermiscono" e uccidono tutti coloro che hanno compiuto reati, ma sono rimasti impuniti.
Quando nel paesino, Lina, la messaggera della sua generazione, annuncia di aver avuto una visione della Cavalcata che portava con sè tre ghermiti, e i tre preannunciati cominciano a morire in ordine cronologico, i commissari di Parigi iniziano le indagini.
Ma, anche se la pista della leggenda a volte prende il sopravvento a giustificare la pigrizia di chi investiga, essa viene lasciata da parte e comincia la ricerca di un killer.
Qualcuno che usa il pretesto della Schiera per uccidere?
Un pazzo a servizio di Hellequin per redimere i suoi peccati?
O una setta nata grazie alla leggenda?
Queste sono state le idee che mi sono balenate in testa, ma che si sono tutte aggrovigliate in un'unica rete durante la lettura; perché non viene lasciato intravedere niente, o meglio, i sospettati variano di capitolo in capitolo. 
Inoltre, a questo caso se ne aggiungono altri. 
Il capitalista più importante della città bruciato vivo nella sua Mercedes, un ragazzo ventitreenne scelto come colpevole a causa di suoi vecchi reati, addirittura la ricerca del "bastardo" che ha legato le zampe del piccione Hellebaud.
Dalla prima pagina ci si ritrova coinvolti nelle indagini, ma senza la presenza di personaggi così particolari tutto sarebbe stato sminuito. L'aspetto psicologico di tutti è studiato in modo minuzioso e approfondito; cosa un po' fuori dalla norma nei thriller che, a meno che non siano proprio psicoligici, solitamente si basano solo sui fatti.
Il commissario Adamsberg, sempre sfuggente ma straordinariamente intelligente e intuitivo. Retancourt, la donna mastodontica, ma affascinante come nessun altro. Danglard e Veyrenc, stretti amici del commissario, in continua combutta per entrare nelle sue grazie. Per non parlare della famiglia Vendermot, che è stata quella per cui ho tifato per tutta la durata della storia, e che aspettavo veder comparire in ogni momento, per deliziarmi con la loro stranezza.
Il finale, quando tutto viene risolto e svelato, non è stato un'esplosione di sorpresa; è come se la soluzione fosse sempre stata lì sotto i miei occhi, come se lo avessi sempre saputo senza accorgermene. Un effetto strano, che non so spiegare.
Unica cosa che sottrae il romanzo alla perfezione assoluta è il ritmo. Un po' troppo lento per essere un thriller, forse a causa del pensieroso ed estremamente diplomatico commissario; i colpi di scena non sono pochi, ma così distanti l'uno dall'altro da creare un'acqua un po' troppo calma; gli indizi svelati lentamente.
Da alcuni potrebbe essere considerato un libro da gustare con calma, da altri un libro troppo statico e noioso. Io sto nel mezzo.
E' adatto per chi ama i gialli, il thriller, le indagini; ma con un procedere pacato, un carattere dei personaggi curato nei dettagli, non un ritmo frenetico che non ti fa staccar gli occhi dalle pagine.
Una storia in cui ci si immerge con calma, come per adattarsi ad acque troppo fredde, come il clima di Ordebec. 


VOTO: 8,5 

venerdì 12 luglio 2013

Red Passion, Nemesi - Anna Grieco, Fiorella Rigoni

Red Passion Nemesi - Anna Grieco, Fiorella Rigoni
Pagine: 91
Edizione: La mela avvelenata


TRAMA
Cassandra Rowling è la figlia dell'arcangelo Michael e di Lilith. La regina degli Inferi, a conoscenza di un oracolo che profetizzava che una creatura nata da un arcangelo e lei stessa, sarebbe sta in grado di muoversi liberamente tra il cielo e l'Inferno, una volta superata la transizione, riesce a catturare il guerriero favorito di Dio e a imprigionarlo con dei ceppi magici. Dalla loro unione nasce una bambina, Nemesi, che la vampira immortale ha intenzione di usare per i suoi turpi scopi.Michael, tuttavia, sa che Nemesi sarà più al sicuro se crescerà lontano da lei, quindi la affida a James Rowling, un suo amico cacciatore. La ragazza crescerà ignara di tutto, ma il Male alla fine la troverà e manderà in pezzi tutto il suo mondo, costringendola a rivestire il ruolo che il Fato le ha destinato.


RECENSIONE
Di questo breve romanzo de "La mela avvelenata" avevo letto solo il primo capitolo, presentatomi come prequel.
Quando mi è stato inviato questo, non ho letto la trama, l'ho semplicemente iniziato. Non ho fatto fatica ad ambientarmi nella storia, non c'erano fatti che non capivo, nè mi sentivo spaesata. Da subito, tutto è reso molto chiaro, anche se il ritmo è veloce. 
Sembra, infatti, di trovarsi in una spy story con angeli e vampire: il lettore viene lanciato da un luogo all'altro come la pallina di un flipper, e legge avidamente, preso dall'azione e dall'energia che scaturisce soprattutto dalla protagonista. 
Cassandra ha lo spirito della vendicatrice, è misteriosa, energica e sensuale. Me la immagino con uno sguardo truce e i lunghi capelli rossi davanti al viso, tutta vestita di pelle, come la Vedova Nera degli Avengers; mentre Azrael è l'arcangelo della morte, tenebroso, cupo, con un carattere glaciale e focoso allo stesso tempo, perchè estremamente geloso di Cassandra. Entrambi, oltre che essere uniti dallo stesso contesto, sono legati in modo passionale da un amore nascosto. Le relazioni, di solito, non le apprezzo molto in un romanzo che non sia d'amore, ma la loro sembra essere incastonata alla perfezione nella storia, come il tassello di un puzzle, senza il quale il libro sarebbe incompleto. Lei e tutti gli altri personaggi sono, quindi, ben fatti caratterialmente e fisicamente, come in altri libri della casa editrice. Anche le scene sono ben descritte e chiare negli occhi del lettore; sembrano quelle di un film e io, solo se avessi potuto, avrei fatto dei fermi immagine per riguardarmele ogni tanto. 
La scrittura a due mani, perciò, aiuta molto nella narrazione e, soprattutto, non ci si accorge che sono due persone distinte a scrivere: la scrittura è uniforme. E' anche molto diretta, schietta e realistica; non so perché  ma mi ha ricordato un linguaggio alla Fight Club. Le imprecazioni sono abbastanza ricorrenti e di solito è una cosa che stona nei libri, ma qui, proprio come la storia fra Cassandra e Azrael, sembrano far parte dell'insieme e servono a rendere tutto più vero.
Il finale è aperto e invitante, lascia tutto appeso a un filo; tutto pronto a precipitare in una corsa frenetica nel prossimo libro.


VOTO: 8

Shift - Em Bailey

Shift - Em Bailey
Pagine: 190
Edizione: Electric Monkey


TRAMA
Olive non è pazza - sebbene abbia avuto un incidente l'anno scorso e abbia passato quel periodo nel reparto psichiatrico, stia prendendo le sue medicine e stia sempre alla larga dalla massa. Ma quando salta fuori la nuova ragazza Miranda, Olive sa che c'è qualcosa di molto pericoloso in lei, anche se nessun altro sembra accorgersene. Ma chi crederà in lei, quando chiunque probabilmente pensa che sia pazza? E' così, tutti lo pensano tranne la sua migliore amica, Ami, la quale è disapprovata dalla madre di Olive per qualche strano motivo. Ma niente è quello che sembra in questo thriller di pagine scorrevoli e ci sono colpi di scena e risvolti che non potete prevedere.


RECENSIONE
Esortata da un amico ad entrare a far parte della letteratura in inglese attraverso questo thriller, mi sono convinta e l'ho iniziato.
Nella prima parte è pressoché perfetto. Unisce i problemi adolescenziali ai sentimenti dello stesso periodo: la bella della scuola, vanitosa e ammirata da tutti; l'insicurezza che porta ad avere solo voglia di rinchiudersi nella propria stanza ad ascoltare musica, come se essa fosse una capanna in cui trovare riparo nei momenti difficili, ma anche l'innamoramento.
Di solito non è che apprezzi moltissimo le coppie, o semplicemente l'interesse estremo, in un libro che non rientra nel genere in cui questo tipo di storie sono ammesse. 
Ma qui, pur essendo un thriller, la situazione è diversa. La "coppia", per così dire, non è sdolcinata o banale. E' dolce nei punti giusti, e soprattutto non troppo, ed è anche abbastanza stramba. E questo perchè Olive ha un modo di relazionarsi con le persone assolutamente fuori dalla norma. Sembra essere lacerata dalle delusioni subite e quindi è schiva, sarcastica; ma allo stesso tempo, con la sua timidezza e diffidenza, riesce a rendere adorabili certe situazioni.
Ma, a parte questo, essendo un thriller l'ingrediente che non può mancare è il mistero.
E di questioni irrisolte ce ne sono tante.
Una, la più importante, riguarda la ragazza nuova, Miranda, che fin dall'inizio è circondata da un alone di ignoto e causa di situazioni veramente ambigue. Le prime due righe, per esempio, ci dicono che "Miranda non aveva i genitori - erano morti. Ed erano morti perché Miranda li aveva uccisi." Un inizio molto accattivante, che spinge chiunque a procedere quasi maniacalmente. Peccato che poco dopo tutto venga smentito in quanto voce di corridoio, e venga parzialmente dimenticato per buona parte del libro. 
Un altro fatto che mi ha incuriosito molto è quello riguardante il passato di Olive. Quando inizia la storia, infatti, è appena uscita da una clinica psichiatrica per motivi che restano oscuri, o vengono solo accennati in modo stimolante fino a metà libro.
Proprio in questo punto, tutto cambia, come se il romanzo fosse esattamente diviso in due parti. 
Olive che mi era piaciuta tantissimo per il suo carattere forte e deciso che in realtà nascondeva insicurezza, sembra diventare un burattino sotto incantesimo.
Diventa sciocca, come se non riuscisse a cogliere l'evidenza davanti ai suoi occhi. Forse l'autrice la fa diventare così cieca per farci capire l'offuscamento che lei prova davvero, ma l'ho trovato abbastanza irritante comunque.
Un altro aspetto che mi è dispiaciuto parecchio riguarda la "coppia" a cui facevo riferimento prima e che avevo apprezzato per la sua ambiguità. Nella seconda parte del libro Lachlan, il "lui" della situazione, diventa soggetto di straordinarie coincidenze che non sembrano per niente realistiche, come invece sembra essere tutto il resto della storia. I dialoghi, per esempio, risultavano sempre parecchio naturali; mentre qui le situazioni che riguardano l'amore sono quasi pacchiane.
Nonostante questo, che sminuisce molto l'insieme, il coinvolgimento rimane alto e la storia ben fatta. Inoltre, ho trovato una "rivincita" nel finale che pensavo di aver indovinato, mentre invece è stato nettamente inaspettato.
E' il genere di libro che crea scompiglio in un lettore: così interessante da non riuscire a smettere di leggere, che vorresti strappare in mille pezzi per la sconsideratezza della protagonista, che ti delude per vari motivi ma continua ad entusiasmarti.
Adatto per chi vuole iniziare a leggere in lingua straniera, ma anche per chi ama il mistero anche se non ai livelli dei maestri del thriller.


VOTO: 8

#Prossime uscite Butterfly Edizioni

Ecco le anteprime delle prossime uscite della casa editrice Butterfly Edizioni:


Il gioco dei ricordi - Laura Bellini
Pagine: 240
Edizione: Butterfly Edizioni
Prezzo: 14,00€


TRAMA
Dopo il dolore causato dalla fine della sua storia con Gabriel, Ayleen ha finalmente ricominciato ad amare: si tratta di un ragazzo misterioso del quale non conosce neppure il nome, ma le è bastato sedere al suo fianco sulla riva del lago per capire che il suo posto è dov'è lui. Ma perchè ha la sensazione di potersi fidare ciecamente di un uomo del quale non sa nulla mentre Tamara, la sua migliore amica, le intima di stare alla larga da lui? E se di giorno i dubbi la tormentano, la notte porta con sè incubi dai quali si risveglia immemore con un solo nome a fior di labbra: "Nathan".
Gabriel e Nathan, il Bene e il Male e, nel mezzo, una maledizione che attraversa i secoli.
Dalla Roma degli intrighi al naufragio del Titanic passando attraverso il Quattrocento di Caterina Sforza, Ayleen viaggerà nella Storia per compiere la scelta più dolorosa, e capirà che il segreto dell'amore riposa nel tempo che scorre sulle cose, travolgendole. Perchè l'amore, esattamente come il tempo, non può essere misurato che da un metro soltanto: l'eterno.

LIBRO IN PREVENDITA SCONTATA, CON SPESE DI SPEDIZIONE GRATUITE, QUI


Sabbie mobili - Rita Parisi
Pagine: 128
Edizione: Butterfly Edizioni
Prezzo: 11,00€


TRAMA
Il primo ricordo che Chiara conserva di suo padre è un canotto verde e azzurro, una giornata al mare, la paura e l'emozione dell'imparare a nuotare; sullo sfondo, come in una fotografia, il volto austero di sua madre. 
Molti anni dopo, Chiara è su un treno per Trieste, adesso che la scoperta della sua sterilità, la depressione e i tradimenti hanno distrutto il matrimonio con Marco e che tutta la sua vita si è accartocciata come un foglio vecchio. E lì, sul treno, Chiara lascia scorrere i ricordi come un film dietro il finestrino per poi ritrovare, tra di essi, l'atroce verità che le ha cambiato la vita. La fotografia di un'assenza, il ritratto in chiaroscuro di due madri mancate e di un amore segreto.

LIBRO IN PREVENDITA SCONTATA, CON SPESE DI SPEDIZIONE GRATUITE, QUI

domenica 30 giugno 2013

Il giovane Holden - J.D. Salinger

Il giovane Holden - J.D. Salinger
Pagine: 248
Edizione: Einaudi
Titolo originale: The catcher in the rye


TRAMA
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma tutti continuano a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa"e "le cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perchè è arrabbiato Holden? Non lo si sa con precisione, quindi ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista a "exemplum vitae".


RECENSIONE
Il giovane Holden è considerato da molti un classico moderno e un "must read".
Così, affascinata dal fatto che il titolo originale risultasse pressoché intraducibile, ed essendo stato consigliato tra le letture estive per la scuola, ho deciso finalmente di tirarlo fuori dallo scaffale e iniziarlo.
La prima cosa che mi ha colpito è stata la scrittura: molto naturale, quasi parlata. 
E' piena di espressioni come "o che so io" o "vattelappesca", frasi dialettali (che penso perdano molto con la traduzione). All'inizio risultava decisamente irritante, sembrava scritto un po' alla buona; ma dopo un po' è diventato qualcosa di abituale e addirittura contagioso.
Anche le parolacce, che non sempre sono apprezzabili in un libro, qui contribuiscono a rendere tutto vero e spontaneo.
Sembra proprio di aver davanti Holden che ci parla della sua personalità, ma soprattutto dei suoi difetti. Questo mi ha colpito molto: ho trovato che parlasse di sè come se stesse parlando di qualcun altro, con una naturalezza smisurata, e ogni volta portava ad esempio un'esperienza con cui ci dimostrava che tutto ciò che stava dicendo era assolutamente vero.
E' un personaggio stravagante, ambiguo e mi è stato simpatico da subito.
E' un po' burbero e si irrita con poco, sembra che non vada d'accordo con l'umanità in generale e nemmeno con sé stesso, ma risulta comunque sarcastico e divertente. 
In poche parole, rappresenta in sé il periodo dell'adolescenza che prima o poi tutti passano, e ciò aiuta moltissimo ad immedesimarsi e rivedersi in lui.
Io, personalmente, avevo quasi voglia di incontrarlo per un drink durante le sue camminate notturne, o di fare un giro di notte su un taxi, di parlargli e di cercare di capire tutti i suoi ragionamenti strani. Dovrebbe essere un'ottima persona con cui far conversazione, infatti il libro è principalmente composta da dialoghi e non ci si annoia mai.
A parte questo però, non c'è molto altro da dire. Non è niente di così nuovo ed è anche povero di trama, non avrebbe niente di emozionante o suggestivo se a parlarci non fosse Holden con la sua ironia, e questo a mio parere lo sminuisce notevolemente.
Quando lo si legge, quindi, si capisce di avere davanti agli occhi un racconto importante, perchè Holden ci regala le sue confessioni, ma non ha, a mio parere, una storia o un contesto indimenticabile che ti possa restare per sempre nel cuore. Ricorderò il personaggio, ma non ciò che ha fatto nel libro e questo, non so perchè, mi lascia un po' l'amaro in bocca.


VOTO: 7,5

La discendente di Tiepole - Alessandra Paoloni

La discendente di Tiepole - Alessandra Paoloni
Pagine: 347
Edizione: Butterfly


TRAMA
Un paese fantasma dimenticato dalle carte geografiche, circondato da montagne, abitato da una popolazione inospitale. E' il ritratto di Tiepole, paese d'origine di Emma, ed è lì che la ragazza è costretta a tornare in occasione del funerale di suo nonno. Il suo soggiorno, però, si trasforma in incubo quando Emma legge la lettera che sua nonna aveva scritto per lei prima di morire e che il nonno non le aveva mai consegnato. Essa le svelerà un mondo di tenebra colmo di stregoneria e maledizioni, di faide tra famiglie e di lotte per il potere. Emma non sa ancora nulla, ma tutti i Tiepolesi sanno chi è lei, poichè la stavano aspettando. Lei è l'erede della Strega. Lei è la discendente. Lei deve morire.


RECENSIONE
Le streghe, come avrò ripetuto un milione di volte, sono uno dei miei argomenti preferiti da trovare nei libri. 
Mi aspettavo, quindi, di leggere qualcosa su magie e incantesimi, o persecuzioni e condanne, ma non è stato così.
Innanzitutto la storia non è concentrata solo su Emma, la nipote della famigerata strega, ma su una vasta gamma di personaggi. Ciascuno di essi sfiora, a suo modo, il paranormale: ci sono i maledetti, la discendente di cui si parla nel titolo, i Teschi e la Vecchia Gilda. Quest'ultima è una figura essenziale, di riferimento, la mia preferita, perchè essendo una guaritrice, è quella che più si avvicina all'argomento del libro.
La scrittura semplice e scorrevole rende chiare le situazioni, il carattere dei personaggi e, soprattutto, le relazioni che li legano.
Per esempio, due figure molto importanti sono i genitori della protagonista: un papà troppo impulsivo e protettivo che, a mio parere, appare sempre come un bambino capriccioso; una madre che, oltre ad essere molto misteriosa, è seria e coscienziosa.
Al contrario, Emma adora il padre e litiga sempre con la madre.
Ma questa non è l'unica situazione in cui mi sono trovata in contrasto con la ragazza. 
Mi ero preparata, infatti, ad una persona coraggiosa, decisa e intraprendente; mentre Emma sembra essere un po' la Bella Swan della situazione. Ha sempre bisogno di essere difesa dagli altri, le cadono le ginocchia di fronte al più piccolo complimento o interesse che le viene rivolto. E, soprattutto, quando viene a conoscenza di quel mondo crudele ed enigmatico che è TIepole, invece di entrarne a far parte, sembra sempre tentata di scappar via.
Questa ventenne un po' paurosa narra la storia in prima persona, lasciando talvolta il posto alla nostra "telecamera" che si sposta all'esterno della sua visuale e quindi ci lascia intravedere, dalle prime pagine, piccoli fatti e questioni irrisolte che, come piccole anticipazioni e stimoli, spingono ad andare avanti per scoprire se le nostre supposizioni erano esatte. 
E la maggior parte delle volte le mie lo erano, perché lo svolgimento dei fatti è abbastanza prevedibile. 
Qualcosa che invece non lo è, e che si trova in continua evoluzione, è l'ambientazione: buia, lugubre ed anche un po' gotica; appare desolata e spoglia, ma in realtà è più piena di avvenimenti di quanto possa apparire.
Forse muta sempre sotto i nostri occhi perché anche le sensazioni di Emma cambiano. All'inizio è sempre polemica: "il luogo è isolato, sperduto e vuoto" e sembra, in modo molto superficiale, odiarlo senza conoscerlo. In seguito, venendo a contatto con il passato e la storia di sua nonna, inevitabilmente inizia a sentirsi a casa.
Però questa atmosfera è, a tratti, intaccata da battute umoristiche un po' fuori luogo e dalla storia d'amore troppo accentuata e anche scontata. Oramai, le relazioni da favola si ritrovano ovunque, anche quando se ne potrebbe fare a meno.
Insomma, è una lettura abbastanza piacevole e scorrevole, nonostante i lati negativi, apprezzabile per chi non ha troppe pretese o torna da molte lettura pesanti o impegnative.


VOTO: 6/7