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venerdì 14 marzo 2014

#Presentazione Angeli Ribelli - Connie Furnari




TRAMA
Inghilterra 1894, epoca vittoriana. Emily è una fragile fanciulla aristocratica di diciotto anni che vive a Southampton, profondamente segnata dall’assassinio della madre avvenuto molti anni prima sul ponte di Tower Bridge, nella capitale inglese.
La ragazza giunge a Londra con il padre, un facoltoso medico, per far visita alla vecchia zia Christine e comunicarle l’imminente matrimonio con Oliver, rampollo di buona famiglia, che li accompagna. Il giorno del loro arrivo, Emily apprende sgomenta che l’assassino della madre è ancora a Londra e continua a uccidere indisturbato ogni donna che osa avventurarsi di notte sul Tower Bridge, in modo inspiegabile e occulto. 
Ricercato da Scotland Yard e dal giovane ispettore Albert Thompson, il quale sembra avere un conto in sospeso con lui, l’assassino si rivela: è un ragazzo dalla bellezza angelica, di nome Victor, un essere sovrannaturale dalle fruscianti ali di corvo, capace di dominare le tempeste e di mutare aspetto in animale, per sfuggire agli occhi dei mortali.
L’angelo infernale lega a sé Emily, trascinandola dentro un’incontrollabile spirale di sangue, tentazione e immorali segreti, svegliandola nel corpo e nell’anima, e tramutandola inconsapevolmente in un essere molto più perverso di quanto sia mai stato lui.


SIMBOLOGIA DEL LIBRO
La protagonista indiscussa del romanzo è la Londra Vittoriana: città gotica, silenziosa e oscura, perennemente avvolta dalla nebbia. Londra è concepita come un universo a se stante, soggetta a regole sovrannaturali che i viaggiatori non riescono a comprendere. La città è spaccata in due: la società medio alto-borghese e i bassifondi, ma entrambe le parti vengono trascinate nel turbine di perversione e ribellione.
La rosa è il fiore che viene più volte citato, come simbolo di giovinezza effimera, delicato e per questo destinato a essere corrotto, a morire precocemente, al culmine della bellezza.
I colori predominanti nel romanzo sono il bianco e l’oro (Emily) come simbolo di innocenza, e il rosso e il nero (Victor) simbolo di peccato, perdizione, Inferno.
Uno degli elementi fondamentali e trascendentali del romanzo è la virtù, per la quale si lotta, intesa non solo come perdita della verginità ma come perdita di innocenza, di ingenuità, di purezza e di luce. In Victor esprime la privazione dell’anima e dell’amore, in Emily l’abbandono della vita precedente: due mancanze che vengono temute fino a quando l’uno e l’altra non ne accettano la perdita, per compiere la trasformazione decisiva.
Angeli Ribelli riprende il tema del suicidio de I dolori del giovane Werther di Goethe, ovvero il manifesto dello sturm und drang, un anticipo del romanticismo ottocentesco. Victor, giovane angelo ribelle, è come Werther: colto, educato, ingenuo e onesto ma schiavo delle passioni e delle tentazioni. Scopre un amore che non è terreno ma sovrannaturale, istintivo e totale. Il suicidio è l’estremo atto di ribellione contro Dio e soprattutto contro la società: l’unica soluzione per liberarsi dalla sofferenza, dall’amore che porta più dolore che gioia, l’atto di sublimazione per legarsi alla persona amata.
La tipologia d’angelo a cui appartiene Victor, i Ribelli, è da ricercarsi nel poema Paradiso Perduto di John Milton; il romanzo segue gli assiomi che Milton illustra nella sua opera, ma aggiunge particolari poco adoperati nel paranormal romance, creando una figura angelica inedita.
La storia si delinea prendendo spunto dal romanticismo gotico de La Bella e La Bestia (la fanciulla illibata tentata dalla passione selvaggia, soprattutto nelle scene al castello), dalle atmosfere cupe e cruente di Jack Lo Squartatore (la perversione e i delitti nei bassifondi della Londra vittoriana, l’East End, Whitechapel), e dall’attrazione esplicitamente sessuale di Dracula.
Le vicende sanguinose che si intrecciano, tra il fantastico e il reale, sono il grido d’aiuto delle persone dell’epoca che riescono a ribellarsi alla repressione bigotta, trovando ognuno a modo proprio lo sfogo dei naturali istinti primordiali di odio e d’amore. 


PERSONAGGI
Emily e Victor rappresentano le due facce dell’io: Yin e Yang, la luce e il buio, il bianco e il nero, la vita e la morte. Sono agli antipodi ma complementari, finché ognuno di loro non diventa l’opposto di ciò che crede di essere, invertendo il proprio significato nel contesto generale della storia. 
I nomi racchiudono il succo della caratterizzazione: Emily, come la poetessa Emily Dickinson, la solitudine e l’emotività. Victor invece l’impulsività e la sessualità, seguendo la forma arcaica del suo cognome Wilde, nel senso di selvaggio; un omaggio allo scrittore Oscar Wilde e alla sua opera Il ritratto di Dorian Gray, alla quale il romanzo si ispira. I tratti somatici che distinguono Victor sono quelli dell’attore e modello Ian Somerhalder, quelli di Emily invece sono ispirati all’attrice Gwyneth Paltrow.
Il giovane ispettore Albert Thompson di Scotland Yard e Oliver, il fidanzato di Emily, rappresentano i due diversi modelli di uomo vittoriano, due modi di vivere in una società bigotta e ipocrita: Albert esprime la ribellione, l’insofferenza alle regole, l’individualità e l’indipendenza, il rifiuto di un mondo fittizio in cui predomina l’apparenza. Cosciente del potere nascosto nelle donne tende a non sottovalutarle, trasformando la sua diffidenza in vera e propria misoginia. 
Oliver, essendo cresciuto in una famiglia aristocratica, crede che tutto gli sia dovuto e che le donne si dividano in solo due categorie: virtuose e peccatrici. Si sottomette alle regole imposte dalla società e cerca di non porsi domande. Affezionato a Emily, non riesce a vederla come un’amante bensì come una bambola: essendo stata scelta per la sua virtù, viene trattata come un oggetto asessuato da lui, destinata a essere soltanto la tipica moglie bella e silenziosa alto-borghese, da esibire ai ricevimenti.
Ogni personaggio cerca la realizzazione del proprio essere, con egoismo, fino a giungere alla conclusione che il bene e il male, la Luce e il Buio, possono convivere indistintamente dentro lo stesso animo.


ESTRATTO
Il Tower Bridge aspettava ottenebrato dalla nebbia, la luna cresceva nel cielo stipato di nubi. Nulla avrebbe potuto fermare il corso degli eventi, la fine sarebbe giunta silenziosamente, nella notte.
Nella camera buia che lo nascondeva, Victor presagiva lo sfogo animale che si sarebbe scatenato; le pupille erano diventate verticali, segno che la fame lo stava divorando e le ali d’ebano fremevano agitate.
Avrebbe dovuto uccidere ancora.
La ragazza lo ignorava. Non sapeva cosa lui in realtà fosse.
L’angelo premette i pugni sulle tempie mentre dal cuore del castello giungeva il rumore che più di ogni altro odiava sentire.
Il silenzioso scorrere delle lacrime.
Si pentì di averla portata laggiù e di non averla ammazzata subito, così da non ascoltare quel lamento straziante.
Cercò di tapparsi le orecchie, ma il pianto giunse amplificato, risalendo attraverso i muri e oltrepassando i mattoni di pietra.
Era un pianto di donna il suo Inferno, l’avrebbe udito finché fosse vissuto, finché avesse ricordato. E in quel dolore, non desiderò altro che un solo attimo di pace.


L'AUTRICE
Connie Furnari è nata a Catania, nel 1976. Laureata in lettere, appassionata di pittura e disegno, ha partecipato a numerose antologie e ha vinto diversi premi letterari. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo, Stryx Il Marchio della Strega, edito da Edizioni della Sera: un urban fantasy che ha ricevuto recensioni entusiaste e un’accoglienza calorosa da parte degli amanti del genere.
Angeli Ribelli è il suo secondo libro, un paranormal romance gotico con sfumature thriller, ambientato nella Londra vittoriana di fine ‘800: una storia d’amore maledetta, tra Paradiso e Inferno, impregnata di colpi di scena e suggestive atmosfere dark.


SITI CORRELATI E CONTATTI
  • Per il blog ufficiale dell’autrice cliccare QUI
  • La sua email: conniefurnari@hotmail.it 
  • Per il Booktrailer di “Angeli Ribelli” cliccare  QUI
  • Per l’ePub, disponibile a 2,49 euro, cliccare QUI
  • Il cartaceo a 12,90 euro, presso la casa editrice

venerdì 1 marzo 2013

Intervista a Connie Furnari

Connie Furnari, autrice di "Stryx, il marchio della strega"

Ciao Connie, benvenuta nel blog "Smell of books", presentati ai nostri followers!
Salve a tutti, è un piacere essere qui!

Ho letto il tuo libro Stryx (qui la recensione). Da cos'è nata l'idea di una storia di streghe? Anche tu un'eterna appassionata di questo argomento come me?
Si, la magia è un argomento troppo affascinante. Volevo scrivere un urban fantasy che parlasse di vere streghe, con tanto di scopa volante, gatti neri e corvi...La storia inizia a Salem nel Seicento, la patria della magia, una città densa di misteri.

Le due protagoniste, Sarah e Susan, sono due personaggi molto particolari e legati da un forte legame. Ti sei ispirata a qualcuno? In quale delle due ti rivedi di più?
Sia Sarah che Susan rappresentano tratti del mio carattere portati all'eccesso: non sono così buona come Sarah ma neppure tanto maliziosa come Susan...il loro rapporto è il tipico legame tra sorelle fatto di affetto, ma anche di ripicche e gelosia. 

Su molti blog il tuo romanzo è stato paragonato alla serie tv "Buffy L'ammazzavampiri". Cosa pensi di questo paragone?
Sono molto contenta! Ho sempre amato Buffy e per scrivere Stryx mi sono ispirata ai consigli di Joss Whedon, regista di Buffy: nelle interviste dispensa sempre consigli, a lui mi son ispirata per le battute sarcastiche e piccanti, i momenti drammatici e comici, e per i cattivi "con il senso dell'umorismo".

Se dovessero tratte un film dalla tua storia, quali attori vorresti interpretassero i personaggi principali?
Nel mio blog ho dedicato ampio spazio a questo! Per Scott mi sono ispirata fisicamente a Orlando Bloom, peer Marco alle fattezze fisiche dell'attore Rufus Sewell da ragazzo. Sarah e Susan le vedrei invece con le fattezze dell'attrice Kate Mara per Sarah (capelli rossi, viso acqua e sapone) e Britney Spears per Susan (quando la cantante cantava Baby one more time, agli esordi). Cercate le foto di questi attori per farvi un'idea fisica dei miei personaggi!

Quali altri libri hai scritto oltre a questo avvincente romanzo pubblicato nel 2011 da "Edizioni della sera"?
Ho in programma la pubblicazione di altri paranormal romance, quindi teniamoci in contatto! In passato ho pubblicato in varie antologie e vinto concorsi, sul mio blog trovate la mia biografia completa.

Sei iscritta a qualche social network? Dove possono seguirti i nostri followers?
Per chiunque volesse contattarmi, la mia mail è conniefurnari@hotmail.it, il mio blog invece è questo (offro servizi per esordienti, contest, affiliazioni, ecc). Sono anche su Facebook.

Questa era l'ultima domanda. Hai qualcosa da dire ai tuoi lettori?
Ringrazio tutti quelli che hanno amato e che amano Stryx, il loro calore mi da la forza di continuare a scrivere! E ringrazio voi, per aver passato un po' di tempo con me, siete fantastici! Vi aspetto nel mio blog!

Grazie Connie, alla prossima.

lunedì 25 febbraio 2013

Stryx, il marchio della strega - Connie Furnari

Stryx, il marchio della strega - Connie Furnari
Pagine: 292
Edizione: Edizioni della sera


TRAMA
Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l'esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. 
La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L'unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di 'S' posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e sè stessa.


RECENSIONE
La stessa Connie mi ha chiesto di leggere questo romanzo.
Quando ho appreso che l'argomento erano le streghe mi sono illuminata: ho una vera fissa per questo tipo di storie e ho passato un'infinità di tempo a cercare libri invitanti che ne parlassero.
La trama potrebbe sembrare banale, soprattutto per l'ambientazione. Salem è infatti molto conosciuto per essere il leggendario villaggio della caccia alle streghe nel 1692. 
Proprio per questa idea che mi ero fatta, sono rimasta molto colpita dalla storia, rivelatasi un intreccio di situazioni differenti e contrastanti fra loro, ma anche da alcuni minimi dettagli, come l'abitudine di Sarah di camminare di notte per le strade solitarie, accompagnata dal classico gatto nero, Circe: lo trovo molto invitante e affascinante, anche io lo farei quotidianamente se sapessi di non dover temere pericoli e se ne avessi la possibilità.
I personaggi son molto ben caratterizzati e restano impressi, ognuno di noi ci si può rivedere sotto molti aspetti, soprattutto per quanto riguarda le due protagoniste. Le seguiamo nella vita quotidiana come fossero normali adolescenti, ma anche in una natura del tutto diversa.
Essendo sempre stata attirata dai personaggi cattivi delle storie, ho trovato Sarah un po' anonima, mentre ho totalmente ammirato Susan. E' particolare e piena di vizi, ho amato il suo sarcasmo e femminismo smodato, ma anche la sua grande sensibilità celata sotto una maschera di cinismo, prepotenza e fame di potere.
Mi ha colpito anche il forte legame che le lega, nonostante appartengano a fazioni opposte e si ritrovino in continuo conflitto.
In tutto il percorso del libro, le sorelle si scambiano frasi ambigue che lasciano il lettore assetato di spiegazioni. Esse vengono poi progressivamente fornite attraverso flashback dei primi giorni della "vita da strega" delle due. Ciò mi è piaciuto molto, c'è come un parallelismo tra due realtà presenti e passate, piene di collegamenti e aspetti in comune che, a mio parere, hanno reso la storia molto più avvincente. 
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca è una breve scena verso la fine, un po' forzata e ambigua, ma nell'insieme pressoché irrilevante.
Un libro ben costruito, intrigante e scorrevole.


VOTO: 8,5