Pagine: 238
Edizione: Einaudi
TRAMA
Azoto, carbonio, idrogeno, oro, arsenico...Sono ventuno gli elementi chimici che danno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un'autobiografia che per affinità e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell'oscura qualità della materia, raccontando le storia di un mestiere "che è poi un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere".
Un De rerum natura metafora dell'esistenza, in cui emergono, nel volgersi del racconto, stranezze, fallimenti e riuscite.
RECENSIONE

analizza le radici semantiche e ne spiega l'uso. Superato questo, la narrazione si fa più sciolta e piacevole.
Alla testimonianza asciutta e senza abbellimenti si sostituisce una prosa arricchita di metafore, di riferimenti letterari. La scrittura stessa diventa quella che più si addice ad un romanzo con la R maiuscola, mentre in Se questo è un uomo il lessico è semplice ed essenziale come quello di un documentario. L'espediente stesso che Levi utilizza come pretesto narrativo è tipicamente letterario: ogni capitolo ha il nome di un elemento della tavola periodica che viene, per associazione di pensiero combinato con un episodio biografico.
Dopo aver letto così tanto sulla sua vita e aver capito quanto la conoscenza della propria vita sia servita a Levi per metabolizzare il trauma e superarlo, se mi fermo a riflettere, penso a quando sia incredibile il fatto che egli dopo una simile esperienza sia riuscito a continuare a vivere intessendo rapporti, ma soprattutto contribuendo alla crescita della letteratura, che significa aver superato l'annientamento della comunicazione tra gli uomini messo in atto dal Lager.
"Siamo chimici, cioè cacciatori: nostre sono le due esperienze della vita adulta di cui parlava Pavese, il successo e l'insuccesso, uccidere la balena bianca o sfasciare la nave;
non ci si deve arrendere alla materia incomprensibile,
non ci si deve sedere.
Siamo qui per questo, per sbagliare e correggerci, per incassare colpi e renderli.
Non ci si deve mai sentire disarmati: la natura è immensa e complessa, ma non è impermeabile all'intelligenza; devi girarle intorno, pungere, sondare, cercare il varco o fartelo."
VOTO
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